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Dicembre 18, 2021

Speed Line di S. Maria di Sala – oltre 800 posti di lavoro a rischio

La multinazionale svizzera Ronal Group intende chiudere lo stabilimento Speed Line di S. Maria di Sala e delocalizzarlo all’estero.
Oltre 800 lavoratrici e lavoratori, tra dipendenti diretti, dell’indotto e dei servizi, rischiano ora il posto di lavoro.
Rifondazione Comunista ha presentato in Parlamento, grazie alla deputata Simona Suriano (del gruppo misto, ex 5 Stelle), la seguente interrogazione.
Di fronte alla decisione annunciata dal gruppo Svizzero Ronal di chiudere lo stabilimento della Speed line di Tabina di Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, entro il prossimo anno per delocalizzare la produzione , che porterà la perdita di 600 posti di lavoro diretti e di altre centinaia nell’ indotto , chiediamo ai  ministeri interessati e al titolare del Mise : Quali sono le azioni che si intendono concretamente intraprendere  per 

1 ) impedire che si proceda alla delocalizzazione di una azienda disastrosa non solo per i dipendenti diretti,  ma per i gravi danni  che la chiusura arrecherebbe al tessuto economico  e produttivo dell’intera  provincia di Venezia e del Veneto

2 ) Di indicare quali strategie il governo e in particolare il ministro Giorgetti titolare del Mise intenda agire , con quale disegno di politica industriale e con quali mezzi intenda intervenire non solo per contrastare la chiusura della Speed line, stabilimento specializzato nella produzione di cerchi in lega, ma anche contro il progressivo smantellamento di parti essenziali del settore dell’ automotive in atto nel nostro territorio e nel resto del paese come testimoniato da molti esempi, Giannetti, timken, Gkn ecc…

E più in generale cosa il governo intenda fare per contrastare il processo di desertificazione industriale che priva il nostro paese di imprese importanti che per competenze lavorative, know how e capacità produttive rappresentano una base di partenza obbligata nella necessaria transizione verso la mobilità sostenibile.