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Abbiamo promosso in Città, di terraferma e insulare, una consultazione popolare arrivando in quartieri e frazioni, confrontando le nostre idee per il futuro amministrativo di Venezia e raccogliendo le proposte, i bisogni, le aspettative, le speranze dei molti cittadini. Abbiamo avviato una riflessione sulle cose ascoltate e con questo bagaglio ci siamo rivolti ai pezzi di società organizzata, alle organizzazioni sindacali, ai comitati contro le grandi opere e lo sfruttamento speculativo di Venezia che, come noi, intendono ridare voce alle lavoratrici e lavoratori, al mondo della precarietà giovanile, agli anziani che non arrivano a fine mese e che dopo una vita di lavoro si trovano a precipitare nella povertà.
La Sinistra a Venezia ha radici forti, una storia di conquiste sociali e di progresso democratico che non può essere dilapidato.
La Sinistra ha il compito di far sì che la politica del malaffare non trovi il modo di riprendersi la città e che si possa davvero cambiare rotta.
C'è la maggioranza dei cittadini che aspetta di vedere affrontati i problemi del lavoro, dell'assistenza agli anziani, degli asili pubblici, dei lavoratori che non riescono più a pagare l'affitto, dei giovani derubati di una prospettiva per il futuro.
Noi pensiamo di poter portare un contributo utile e costruttivo.
Le primarie del centro sinistra ufficialmente lanciate dal Pd veneziano, non ci entusiasmano. Avremmo preferito un confronto con la Città su proposte, progetti, scelte concrete.
Ma non possiamo sottrarci ed è per questo che abbiamo oggi ufficialmente indicato in Sebastiano Bonzio il candidato della Sinistra per l'Altra Venezia alle primarie.
Bonzio in questi anni è stato riferimento per quanti hanno resistito ai processi di devastazione occupazionale, per chi si è battuto contro le grandi opere, dal Mose all'Ospedale all'Angelo svenduto ai privati con i famigerati progetti di finanza, per chi ha chiesto ad una amministrazione troppo occupata a non urtare i progetti dei potentati, maggiore attenzione per i ceti popolari.
Sebastiano Bonzio può ridare fiducia e rappresentanza, non solo alla Sinistra, a Rifondazione Comunista, ma a tutti i settori sociali che oggi sono stati esclusi, in particolare le lavoratrici ed i lavoratori.
Insieme Possiamo!

 

 

MERCOLEDI' 26 NOVEMBRE ORE 17.45

 

SEDE FEDERAZIONE MESTRE VIA BUCCARI 22

 

COMITATO POLITICO FEDERALE

 

 

 

 

O.d.G.

 

1- situazione politica veneziana in prospettiva elezioni

2- stato organizzativo del Partito

3- relazioni con il nazionale dopo il CPN del 16 novembre

4- definizione e programmazione imminenti scadenze politiche

 

Vista l'importanza del momento politico e la necessità di un ampio confronto dentro tutte le istanze del Partito si raccomanda la massima partecipazione di tutti i componenti del CPF come degli iscritti.

 

 

 

 

Comunicato Stampa

 "Zappalorto si dimetta!"

Il controverso accordo sulla vertenza dei dipendenti comunali e la disdetta da parte del Commissario Zappalorto, se non entrasse violentemente nella carne dei lavoratori, potrebbe essere accostata alle più azzeccate commedie di Ridolini. 

Di fronte a un Commissario che sguinzaglia parti trattanti non titolate a trattare credo non sia oziosa la richiesta di dimissioni del Dottor Zappalorto.
Da parte mia, ritenevo un errore i termini dell'accordo, mantenendo una posizione di contrarietà verso l'ipotesi di sacrifici (anche se concretizzati in differita) richiesti alle fasce di dipendenti più deboli e prive di responsabilità nell'ambito del processo amministrativo.
La rottura impressa oggi dal Commissario riporta il segno di come sia impossibile rifuggire trabocchetti pretestuosi se non si sposta il terreno di confronto da quello della semplice tecnica sindacale a quello, tutto politico, della critica e disobbedienza alle politiche di austerity e alle sue declinazioni che strangolano lavoratori e cittadini.
Contro questa pagina indegna Rifondazione ritiene indispensabile unire cittadini e lavoratori per chiedere di mettere fine con urgenza alla fase commissariale e reintrodurre elementi di giustizia sociale nella gestione della Città. 

L'attacco a servizi e dipendenti comunali deve essere fermato e si deve pretendere che a pagare siano le cricche di corrotti e corruttori che hanno spolpato Venezia.

Sebastiano Bonzio
Rifondazione Comunista Venezia

 

 

 

UNA FACCIA UNA RAZZA

 

 

 

 

 

BANCHETTO E VOLANTINAGGIO SABATO 11 OTTOBRE DEL CIRCOLO MESTRE CENTRO

PER L'ALTRA VENEZIA

DOCUMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITÀ DAL CPF IN DATA 25/09/2014

Il CPF di Venezia, in considerazione delle notizie di stampa relative alla pubblicizzazione del I Festival della Lista Tsipras (vedi articoli allegati), pur vedendo con favore che si dia vita a momenti collettivi nel corso dei quali poter elaborare linea politica, esprime stupore e rammarico per le modalità comunicative e per alcuni contenuti degli articoli.

In primis il CPF di Venezia si interroga, e interroga i compagni protagonisti degli articoli, sulle istanze del movimento che hanno assunto le posizioni (con particolare riferimento a quelle racchiuse nei virgolettati) attribuite alla Lista L'Altra Europa con Tsipras, un Movimento di cui Rifondazione Comunista è parte integrante a pieno titolo e soggetto attivo, non fosse altro per le migliaia di (fondamentali) firme raccolte dal nostro Partito per partecipare alle elezioni europee.

Il CPF di Venezia chiede che la Segreteria si faccia carico con la massima urgenza di rapportarsi con gli altri compagni della Lista L'Altra Europa con Tsipras, affinché, a prescindere dal merito delle dichiarazioni rilasciate su cui si potrebbe discutere, venga fatta la massima chiarezza sulla vicenda, inclusa anche la necessità di definire per via democratica i doverosi elementi di rappresentanza del movimento e le regole di definizione delle scelte politiche.

 

DOCUMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITÀ DAL CPF IN DATA 25/09/2014

UN’ALTRA VENEZIA E UN ALTRO VENETO SONO POSSIBILI! INSIEME POSSIAMO, SUBITO!

L’ondata di arresti collegati all’inchiesta sul “Sistema Mo.S.E.”, clamorosamente simboleggiati dal provvedimento di custodia emanato nei confronti del Sindaco di Venezia, che ha coinvolto settori importanti delle Istituzioni e del mondo economico ed imprenditoriale del Veneto e di Venezia e gettato nella più profonda umiliazione l’intera Comunità cittadina, può e deve rappresentare uno spartiacque nel Governo della Città.

È emersa all’attenzione del dibattito cittadino, nazionale ed internazionale, per via giudiziaria, la metastasi democratica rappresentata da un sistema che movimenti e (alcune) forze politiche hanno tenacemente denunciato per decenni. Un sistema che ruotava attorno al centro di potere rappresentato dal Consorzio Venezia Nuova e dal regime di concessione unica per la realizzazione delle opere finalizzate alla salvaguardia fisica di Venezia e della Laguna.

Un’architettura di potere corrosiva della legalità e della democrazia in Città poiché capace di insinuarsi in tutti gli ambiti della vita cittadina, rabbonendoli a colpi di finanziamenti (più o meno leciti), usufruendo della montagna di risorse pubbliche piovute per realizzare il sistema di dighe mobili alle bocche di porto.

Pezzo dopo pezzo, settori sempre più ampi dell’economia, delle imprese, della politica, delle Istituzioni, dell’Università e della Ricerca, del mondo culturale, dell’associazionismo si sono lasciati ridurre al silenzio ed alla complicità a colpi di euro, irretiti in uno scambio perverso tra interessi di bottega e Bene della Città.

Venezia è stata troppo a lungo una Città ostaggio di condizionamenti, di commissariamenti perenni che per anni l’hanno stretta in un abbraccio mortale sottraendo tutte le scelte strategiche ad un reale controllo democratico da parte del Comune, tarpando le ali ad ogni pretesa partecipativa che pure è emersa.

È così che, mentre la politica locale si riduceva a gestire e governare le briciole, qualsiasi scelta consapevole e sovrana sugli snodi cruciali della vita politica ed amministrativa, complice anche un atteggiamento succube da parte di chi ha governato il Comune di Venezia, è stata impossibile, dovendo sottostare, di volta in volta, all’inestricabile intreccio di competenze dei vari soggetti istituzionali e ai diktat del Porto quando si tratta di affrontare il tema del transito delle grandi navi in Bacino di San Marco e all’interno della Laguna, di SAVE nella pianificazione delle aree aeroportuali, di ENI nel governo della riconversione industriale di Porto Marghera, del Commissario per la realizzazione del nuovo Palazzo del Cinema al Lido.

Crediamo sia giunto il momento di dire BASTA e di CAMBIARE!

Pensiamo che l'aspirazione a costruire un’Amministrazione che si batta per riportare le decisioni nelle sedi istituzionali opportune, metta in atto strumenti effettivi di democrazia partecipativa e di controllo dell’azione amministrativa, eliminando gli sprechi e valorizzando il patrimonio pubblico e lo straordinario patrimonio di competenze rappresentato dai dipendenti dell’Ente, sia ampiamente diffusa.

Siamo certi che l’ambizione a dar vita a un’Amministrazione che offra servizi pubblici efficienti con tariffe sostenibili, che scommetta sulla scuola pubblica e fornisca risposte laiche sul piano dei diritti civili sia maggioritaria in Città.

Riteniamo che agire per realizzare una prospettiva di governo che stia dalla parte dei Cittadini, anteponendo agli interessi dei centri di potere le risposte alle loro legittime richieste di sicurezza di fronte al dramma della disoccupazione e della desertificazione economico/produttiva del territorio, della precarietà abitativa, dell’insicurezza sociale, individuando le risorse necessarie, sia un fatto indifferibile e urgente.

Siamo convinti che adoperarsi per rifondare una nuova Venezia capace di redistribuire opportunità e ricchezza sottraendo spazio alle tante sacche di rendita parassitaria, una città che sia aperta ed inclusiva, che sappia scommettere sulla cultura e sulla capacità di costruire consapevolezza e rispetto nelle moltitudini ogni anno decidono di venire a visitarne le meraviglie, una realtà urbana cosmopolita ma capace di non rinnegare sé stessa, con piedi ben piantati nel suo prestigioso passato e lo sguardo tenacemente rivolto alle sfide dell’innovazione che il futuro richiede.

Venezia ha il diritto ad un governo che non si fondi su mere logiche spartitorie e che sia basato sulla competenza e la responsabilità, secondo procedure che garantiscano la più estesa partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza, ovverosia includendo effettivi strumenti controllo pubblico degli obiettivi e dei risultati e la revoca in caso di errori o fallimenti.

Evitare che la fase di crisi istituzionale si concluda con un cambiamento senza cambiamento o che esso consista in una mera sostituzione tra cricche di sfruttatori di Venezia rappresenta un imperativo assoluto!

Occorre ripartire, a nostro avviso, dalla parte sana di questa Città per puntare davvero alla sua piena emancipazione dal condizionamento dei troppi centri di potere che quotidianamente la opprimono, per dire basta alla stagione dei commissariamenti, dei consorzi pigliatutto, delle Grandi opere (garantite da larghe intese) delle pulsioni speculative che hanno stravolto il territorio e desertificato interi sistemi economico/produttivi, come nel caso di Porto Marghera.

Deve aprirsi una fase nuova, aperta a tutti i soggetti della Sinistra, progressisti e democratici, segnata da un vero e profondo rinnovamento, una fase basata anche sulla generosità di coloro che, avendo avuto ruoli cardine nel Governo della città negli ultimi decenni e non essendo coinvolti nel sistema corrosivo disvelato, decidano di mettersi a servizio di un percorso che innovi completamente la classe politica che si candiderà a governare Venezia nei prossimi anni.

Rifondazione deve impegnarsi affinché tutte le forze della Sinistra e democratiche veneziane, tutti gli attori della vita politica, culturale e sociale della Città, i lavoratori e i sindacati, gli studenti, i movimenti per la tutela del territorio, i soggetti attivi per i diritti civili e per la laicità delle istituzioni, i comitati, le donne e gli uomini che si sono opposti alla logica delle "Grandi opere inutili" e della subordinazione del bene comune alle mire, le forze vive che hanno incarnato il miraggio di una reale prospettiva per una “Venezia Altra” rispetto a quella attuale, uniscano le forze con il fine di agire con coraggio e tempestività per uscire dallo scenario politico postbellico che abbiamo di fronte e puntare con determinazione alla costruzione di un reale cambiamento di paradigma nel governo della Città.

Il CPF ritiene che si debba fare appello a tutti questi soggetti per costruire assieme, attraverso un percorso democratico, trasparente e partecipato, un progetto che si candidi alla guida della Città e che imprima una svolta epocale rompendo con gli schemi del sistema affaristico che negli ultimi decenni ha occupato la vita politica ed economica, producendo l'attuale situazione di degrado e metta in sicurezza Venezia dai danni prodotti.

È sulla base di queste considerazioni, nella convinzione che mandare a casa corrotti e corruttori senza costruire un progetto di Città solidale, aperto e socialmente giusto sia necessario ma non sufficiente, che il CPF ritiene indispensabile proseguire la grande campagna di ascolto e coinvolgimento della Città.

Va intensificato il percorso di incontri – già passato per la Festa di Liberazione che si è tenuta in Campo San Giacomo da l’Orio dal 29 Agosto al 07 Settembre – con i lavoratori e le organizzazioni che li rappresentano, con i movimenti che si battono a tutela dell’ambiente e del territorio e contro la logica delle grandi opere, per la difesa ed il rilancio del sistema di welfare cittadino, della scuola e della sanità pubbliche, con i comitati per il diritto alla casa, alla mobilità, per l’acqua bene comune e contrari alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, con gli studenti, con le realtà dell’associazionismo culturale, sportivo, con i partiti e i raggruppamenti della Sinistra, progressisti e democratici, per individuare se esista, come crediamo, un progetto comune per il governo della Città.

Da questo punto di vista, una volta individuato questo spazio politico, il CPF ritiene opportuno, assieme a tutte le forme possibili di coinvolgimento popolare, lanciare anche la proposta di utilizzare per l’individuazione del candidato Sindaco lo strumento delle primarie aperte a tutte le forze della Sinistra e democratiche veneziane determinate a restituire alla Città di Venezia un Governo realmente rinnovato, pulito e attento alle aspirazioni, ai diritti e alle necessità dei cittadini.

Similmente a quanto detto per il Comune di Venezia, il CPF ritiene sia indispensabile che il Partito della Rifondazione Comunista assuma con determinazione un ruolo da protagonista per determinare la sconfitta delle destre anche in Regione Veneto, contribuendo a segnare il declino di una stagione di Governo che, mettendo assieme pulsioni affaristiche di stampo predatorio e le peggiori spinte xenofobe, ha consentito il consolidamento per 20 anni di politiche che hanno messo ai margini le fasce popolari e i lavoratori del Veneto.

Per far questo, riteniamo sia necessario dar vita ad un’opera di consolidamento organizzativo del livello provinciale del Partito e della sua capacità di autofinanziamento, dando vita ad un organismo di natura direttiva a supporto dell’azione del CPF e della segreteria, che sia rappresentativo delle varie realtà territoriali di cui si compone il PRC e capace di elevarne il grado di efficienza ed efficacia in vista delle importanti scadenze che ci attendono.

Il CPF dà mandato alla Segreteria di declinare concretamente le linee contenute all’interno del presente documento, vincolando la stessa a garantire il massimo coinvolgimento del CPF.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RENATO CARDAZZO: LISTA TSIPRAS STATO DELLE COSE.

 

Leggo il report sconcertante dell'assemblea del 30 agosto dell' organismo nazionale erede della lista europea a sostegno di Tsipras.
Una mattinata a discutere come si deve fare una presidenza rende evidente al di la delle chiacchiere quanto lontani ci si trovi dalle pratiche democratiche e quanto l'apparire conti di più dell'essere.
Permane una idea per cui spetti alle élite della politica governa
re un percorso che dovrebbe invece radicarsi nei territori e nelle realtà sociali dove si praticano esperienze di conflitto.
Nascono gruppi di coordinamento e gestione persino a carattete pluri regionale, con funzioni autoterefenziali, mentre i comitati città per città non raccolgono che poche decine di persone che operano spesso in forma autistica nei confronti della pluralità dei soggetti che avevano costituito la lista tsipras.
Così non si andrà da nessuna parte
La costruzione di una sinistra plurale deve partire dalle pratiche sociali e dai progetti politici da condividere e deve darsi un percorso democratico di inclusione. Un percorso che va costruito assieme e che nessuno può preconfezionare a proprio uso. Non lo devono fare il Prc e Sel, ma non lo possono fare nemmeno gli altri.

 

(Renato Cardazzo segretario PRC veneto)

 

 

CHIUDE LA FESTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA NEL RICORDO DI PAOLO PERONI.

 

Se l'apertuta della Festa non fosse stata segnata dalla dolorosissima perdita di un compagno straordinario come Paolo avremmo potuto parlare di Festa tra le più riuscite degli ultimi anni. Per partecipazione, qualità dei dibattiti, presenza giovanile e livello dell'offerta gastronomica e musicale. Molto significativa la presenza in Festa dei lavoratori del Comune di Venezia impegnati in una durissima lotta sindacale contro i tagli al loro salario e ai livelli di assistenza sociale. Dieci giorni intensi dove la generosità di tante compagne e compagni ha compiuto ancora una volta il miracolo organizzativo di insediare nel Centro Storico di Venezia l'unica Festa di Partito ancora esistente. Il segretario nazionale del PRC nel dibattito finale con Nicola Fratoianni, Gianni Rinaldini e Dino Greco dopo aver ricordato Paolo Peroni ha posto in primo piano la necessità di rilanciare il conflitto sociale per contrapporsi fin da subito alle misure economiche della BCE e del governo Renzi invitando le altre forze della sinistra a mobilitarsi contro gli attacchi alla democrazia e alla costituzione.

 

PAOLO FERRERO E GRAZIELLA CUFFIANI MOGLIE E COMPAGNA DI PAOLO PERONI

 

ULTIME ORE IN FESTA CON UNA GRANDE PARTECIPAZIONE DI POPOLO

 

 

RENATO CARDAZZO, SEBASTIANO BONZIO E SERGIO POLESEL CON PAOLO FERRERO ALLE CUCINE

 

ULTIMO DIBATTITO CON DINO GRECO- NICOLA FRATOIANNI - GIANNI RINALDINI E PAOLO FERERO

 

ULTIMI GIORNI PER LA FESTA DI LIBERAZIONE A VENEZIA: CRISI AL COMUNE DI VENEZIA, GRANDI OPERE E MALAFFARE: IL CENTROSINISTRA VENEZIANO DISCUTE CON SEBASTIANO BONZIO DELLE PROSSIME SCADENZE ELETTORALI E DELL'ATTACCO AL WELFARE MUNICIPALE. FELICE CASSON E PIETRANGELO PETTENO' AFFRONTANO IL TEMA DEL SISTEMA DI POTERE INSEDIATOSI A VENEZIA E NEL VENETO E SOLO IN PARTE SVELATO DALLE INCHIESTE.

 

PETTENO'- CASSON

 

PETTENO'- CASSON

 

BONZIO - CENTROSINISTRA

 

 

PROSEGUE CON CRESCENTE SUCCESSO LA FESTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA A SAN GIACOMO

GRANDE PARTECIPAZIONE AI DIBATTITI SU "EUROPA E LAVORO" CON TONI NEGRI E PAOLA MORANDIN , SULLA PALESTINA CON OTTAVIA PICCOLO E GIULIANA SGRENA E ALLA DISCUSSIONE SULLE SCELTE ECONOMICHE DELLA BCE E SULLA NECESSITA' DI RILANCIARE IL CONFLITTO SOCIALE CON ELEONORA FORENZA E RENATO CARDAZZO

 

SEMPRE NEL RICORDO DEL COMPAGNO PAOLO PERONI

 

FORENZA-CARDAZZO: Europa Austerity e conflitto sociale

EUROPA E LAVORO

EUROPA E LAVORO

PALESTINA OCCUPATA

GIUDITTA BRATTINI - GAZZELLA ONLUS

OTTAVIA PICCOLO

PALESTINA OCCUPATA

SPORT E HANDICAP

COSTITUZIONE E ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA

 

 

Oggi, mentre lavorava per allestire la festa di Liberazione, ci ha lasciato all'improvviso, senza darci la soddisfazione di viverla assieme questa festa, il Compagno Paolo Peroni. Siamo senza parole, interdetti per la perdita di una persona straordinaria. Ma ti salutiamo con un sorriso e a pugno chiuso Paolo! Le nostre idee non moriranno mai, questa festa sarà per te!

 

(Sebastiano Bonzio)

 

Come tutte le mattine in questi giorni di allestimento della festa di Rifondazione Veneziana, Paolo era in campo S.Giacomo a dare una mano quando un improvviso malore lo ha portato via in pochi istanti.
Siamo sconcertati e il dolore e' grande.
A Graziella e alla figlia Caterina va l' abbraccio di tutte le compagne e compagni di Rifondazione Comunista di Venezia e del Veneto.
Lo sconforto ci avrebb
e fatto propendere per l'annullamento della festa, ma Graziella ci ha chiesto di continuare, di dedicare e ricordare la figura di Paolo proprio con la festa a cui da vent'anni si dedicava con tanto impegno e convinzione.
A Paolo Peroni saranno dedicati a partire da domani questi dieci giorni di dibattiti e di incontro.
Ciao Paolo

 

(Renato Cardazzo)

 

 

rifondazione comunista con le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Venezia.

 

Rifondazione scenderà oggi in strada al Lido di Venezia alla manifestazione proclamata all'apertura della Mostra del Cinema, per chiedere che le risorse per la Città vengano prese laddove esistono sacche enormi di spreco, ovvero dagli imbrogli delle grandi opere inutili, per far ritirare i tagli ingiusti e per chiedere di allontanare Commissario prefettizio e Direttore generale del Comune che li hanno  prodotti.

 

 

 

 

 

 

RIFONDAZIONE COMUNISTA LANCIA UNA PETIZIONE POPOLARE CONTRO I TAGLI DEL COMMISSARIO GOVERNATIVO E PER LE DIMISSIONI DEL DIRETTORE GENERALE MARCO AGOSTINI

 

giovedì 7 agosto-Conferenza stampa e flash mob di Rifondazione Comunista a Ca' Farsetti per lanciare una iniziativa di appoggio alle lotte dei dipendenti pubblici contro i tagli agli stipendi e al welfare municipale decretati dal Commissario Zappalorto. Contestualmente Rifondazione chiede al Commissario di valutare la posizione dell'inossidabile Direttore Generale Marco Agostini: un dirigente per tutte le stagioni. Nei prossimi giorni nei luoghi di lavoro e in città Rifondazione promuoverà una raccolta di firme a sostegno della Petizione popolare contro i tagli al Bilancio e per una maggior trasparenza nei vertici dirigenziali del Comune di Venezia.

 

Sebastiano Bonzio sui tagli al welfare

 di Venezia e sul commissariamento.

 

Sono allibito e preoccupato di fronte alla condotta del Commissario Zappalorto, a quanto accaduto in Comune nei giorni scorsi e ai tagli che ha deciso di operare per sanare il bilancio. 

Evidentemente il giro di consultazioni che ha deciso di compiere con i capigruppo è stato una pura formalità, un appuntamento totalmente inutile nel corso del quale abbiano esposto il nostro punto di vista senza essere ascoltati.

Ribadisco il concetto che ho espresso in quell’occasione: i tagli che oggi lui spaccia come necessari per conto del Governo Renzi che rappresenta, sono il frutto avvelenato delle politiche di austerity dettate dall'UE. Una mannaia che fa piazza pulita dei diritti di cittadini e lavoratori, per salvare gli interessi parassitari delle banche e della grande finanza. Un abominio inaccettabile che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare, specie in una città come Venezia vittima del ladrocinio messo in atto attorno al sistema Mo.S.E.

Mi chiedo come si permetta il Commissario Zappalorto di mettere in dubbio la dignità delle Maestre d'asilo, proprio lui che, dietro lauto compenso, rappresenta un governo che, da un lato va a scodinzolare inutilmente da Frau Merkel contro l’austerity e dall’altro, invece, non fa altro che applicarne i diktat tagliando servizi, stipendi e aumentando le tasse?

Zappalorto imbroglia quando afferma che la città è con lui, in primis perché sta giocando questa partita "brunettiana", nascondendo alla Città gli esiti dei tagli che sta perseguendo. Venezia non assisterà inerme mentre il suo sistema di welfare viene azzerato, è una città che è ben consapevole del fatto che i tagli, nel medio-lungo periodo, non sono quantificabili negli euro necessari per chiudere il bilancio, poiché produrranno danni ben superiori ai fatidici 47 milioni di euro. 

Non sono campanilista ma, se Zappalorto continua a confrontare i numeri di Venezia con le altre città del Nord, sarà bene che il Governo Renzi lo faccia tornare presto a Gorizia,

Infine, la cosa per cui resto sinceramente perplesso è la ritrovata verginità del Direttore Generale Marco Agostini e “l’eccentrica" scelta del commissario Zappalorto di affidare proprio a lui l'incombenza di fare pulizia e portare trasparenza al Comune di Venezia. 

Capisco bene che esistono persone che vanno bene per ogni stagione ma esiste un limite a tutto! È evidente che l’attuale Direttore Generale, che ricopriva analogo incarico anche con la giunta Orsoni, con tutta la sommatoria di incarichi che lo hanno portato ad essere figura di riferimento amministrativa dell’Ente e nel governo dei principali assets che da esso dipendono (si pensi alla disastrosa gestione della Casa da Gioco e allo strampalato tentativo di privatizzazione), nel caso esistano macroscopiche anomalie nella gestione della macchina comunale, ne porterebbe a pieno il carico di responsabilità e, quindi, buon gusto vorrebbe che venissero compiuti non uno ma dieci passi indietro.

Sebastiano Bonzio già Consigliere Comunale

Rifondazione Comunista 

 

Comune, i dipendenti furibondi
"Cacciate il direttore generale"

RIFONDAZIONE COMUNISTA A FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

Continua la protesta dei dipendenti pubblici del Comune di Venezia , destinatari dei previsti tagli al bilancio del Commissario Zappalorto. Oltre a contestare nel merito la riduzione dello stipendio e il non rispetto dell'ultimo contratto integrativo (firmato di recente), i lavoratori hanno decisamente attaccato il Direttore generale Marco Agostini che sembra l'unico sopravvissuto nello tsunami delle inchieste sul Consorzio Venezia Nuova. Per "singolare" coincidenza Marco Agostini  è sempre stato legato proprio a quella filiera di potere, politico e affaristico, travolto dalle indagini. Sedeva infatti nel Cda della Fondazione Marcianum abbondantemente foraggiata dalla Mantovani e da Mazzacurati. Una irresistibile carriera quella di Marco Agostini all'ombra di Costa,Orsoni e della quota moderata (democristiana) del centrosinistra. Buonissimi i rapporti con la Curia del card. Scola. L'attuale Direttore generale grazie a spericolate scelte normative è stato negli anni: consulente al Patrimonio, Comandante dei Vigili, Direttore del personale al Casino'.

E' apparsa subito "eccentrica" la scelta del comissario Zappalorto di affidare proprio ad Agostini l'incombenza di fare pulizia e portare trasparenza al Comune di Venezia. Non certo il modo migliore per voltare pagina.

 

 

Conferenza Stampa Rifondazione Comunista

 su prossime elezioni comunali

 

 

 

 

RIFONDAZIONE COMUNISTA DI VENEZIA E VENETO SI COSTITUISCE PARTE CIVILE CONTRO LA CUPOLA DEL MALAFFARE


Questa mattina il Prc veneto e veneziano in una conferenza stampa tenuta al Municipio di Mestre, ha reso pubblico che nel caso l'impianto accusatorio della Magistratura fosse confermato sulle vicende Mose e grandi opere, il Prc si costituirà parte civile.
Sebastiano Bonzio, consigliere comunale di Venezia, Pietrangelo Petteno' consigliere regionale Veneto, Andrea Bonifacio segretario veneziano e Renato Cardazzo segretario regionale Prc, hanno comunicato di aver dato mandato all' avvocato Fabio Lanfranca di istruire il procedimento.
Si tratta da una parte di intervenire
per difendere gli interessi dei cittadini, che se le accuse emerse risulteranno fondate, hanno subito un danno materiale dall' utilizzo improprio delle risorse pubbliche.
Dall' altro lato, chiedere il conto come parte lesa.
Infatti se fossero confermate le accuse di finanziamenti ingenti in campagna elettorale, il Prc avrebbe partecipato con grave danno ad una competizione truccata.
Il costituirsi parte civile avrebbe inoltre il significato di volersi opporre ad eventuali patteggiamenti di chi fosse dichiarato responsabile di questo indegno sistema del malaffare
.

 

 

MARTEDI' 17 GIUGNO ORE 18.00

sede provinciale Prc Mestre via Buccari 26

 

ATTIVO DI TUTTI GLI ISCRITTI

 SULLA SITUAZIONE DEL COMUNE DI VENEZIA DOPO LE DIMISSIONI DEL SINDACO E LE INCHIESTE DELLA MAGISTRATURA.

 

 

 

 

RIFONDAZIONE COMUNISTA ESCE DALLA MAGGIORANZA SEBASTIANO BONZIO RINUNCIA ALLA DELEGA AL LAVORO

 

 

 

COMUNICATO STAMPA 12-6-2014

In data odierna ho provveduto a comunicare al Sindaco, nel corso dell'odierna riunione di maggioranza, la decisione del Partito della Rifondazione Comunista di ritenere conclusa la nostra esperienza in una maggioranza che scopriamo fondarsi sul sostegno, anche se legittimo, proveniente da un sistema bacato come è quello che ruota attorno al Consorzio Venezia Nuova e alla sciagura della concessione unica. Sistemi che per anni abbiamo combattuto, quasi in solitaria. Ovviamente a questo si è associata la mia irrevocabile decisione di riconsegnare nelle mani del Sindaco la Delega alle Politiche del Lavoro affidatami all'inizio di questo mandato amministrativo. Troppo pesante è la disparità esistente tra le cifre da capogiro, tutte risorse sottratte al beneficio pubblico, tirate in ballo in queste ore e le briciole, faticosamente messe da parte ogni anno in sede di bilancio, per attivare politiche attive del lavoro vitali, in questa città piegata dalla crisi. Da oggi incomincia per noi un percorso tutto nuovo, che metta assieme la parte migliore della Città e sia teso a rinnovare profondamente pratiche e personale politico che governeranno questa città. Che merita di essere pienamente libera di decidere del proprio futuro.

Sebastiano Bonzio

 

 

 

 

TESSERAMENTO CIRCOLO RIFONDAZIONE

DORSODURO-SANTA CROCE- SAN POLO

 

SABATO 14 GIUGNO ORE 17.30 campo S.Margherita D.Duro 3686

 

dopo il dibattito e il tesseramento cicchettata e brindisi

 

 

 

 

 

REGIONE VENETO COMUNE DI VENEZIA: UMILIATI I CITTADINI

Gli arresti odierni che coinvolgono settori importanti delle Istituzioni Venete e Veneziane, clamorosamente rappresentati dal provvedimento di carcerazione per l'assessore regionale Renato Chisso (Forza Italia), per il consigliere regionale Giampietro Marchese (PD), per dirigenti di spicco della Giunta Regionale, nonchè dalla richiesta di arresto inviata al Senato per Giancarlo Galan già Presidente della Regione Veneto e dagli arresti domiciliari per il sindaco di Venezia Orsoni, non possono che infondere un senso di profonda umiliazione.
Uno stato d'animo che attanaglia, in particolare, quelle forze sociali e politiche che, come Rifondazione Comunista, hanno tenacemente denunciato, spesso nell'assoluto disinteresse dei grandi mezzi di informazione, il sistema di potere che ha devastato il Veneto, gettando nelle mani malavitose la gestione del bene comune.
Sono le inutili autostrade che hanno cementificato il territorio, il Passante di Mestre, il Mose, i nuovi grandi progetti di insediamento urbano (pensiamo a Veneto City), le "grandi opere" come i numerosi "project financing"... imposte da cordate e "larghe intese",che si sono spartite affari e prebende
Rifondazione Comunista si è sempre battuta per denunciare e sconfiggere questo pericoloso intreccio tra politica e affari
Abbiamo votato in sede istituzionale contro ogni deliberazione costruita a sostegno di queste nefaste politiche, partecipando alla mobilitazione popolare che si oppone a tali scelte, come nel caso del Mose, della Pedemontana, del Passante di Mestre, della Valdastico sud, dei progetto di tunnel nel centro di Verona. del prolungamento della Venezia Monaco, della nuova Romea Commerciale, della sublagunare, della riconversione a carbone della centrale a Porto Tolle, della gestione speculativa delle aree di bonifica di Porto Marghera, di Veneto City, del ventilato progetto TAV Venezia/Trieste......
Da questa inchiesta della Magistratura ci attendiamo ulteriori sviluppi, perchè questo sistema spartitorio e consociativo di potere da tempo aveva sottratto ai cittadini il diritto di esercitare controllo democratico.
E' tempo che si proceda ad un radicale risanamento. Serve un rivoluzionario rinnovamento di quanti hanno avuto ruoli di governo nelle istituzioni del nostro territorio e che siano ripristinati strumenti adeguati di controllo e trasparenza delle procedure amministrative.
Facciamo appello a tutte le forze della Sinistra, ai movimenti che in questi anni si sono impegnati contro la logica delle grandi opere e della svendita del territorio, per il diritto al lavoro e a chi ambisce ad un governo del territorio democratico, trasparente e partecipato per costruire assieme un progetto che si candidi al governo del Veneto e di Venezia.


Renato Cardazzo - segretario regionale PRC Veneto
Pietrangelo Pettenò - consigliere regionale PRC Veneto

 

 

 

 

 

 

 

SUPERATO IL QUORUM, 20 MILA PREFERENZE A PAOLA MORANDIN. RIPARTE LA SINISTRA

 

Il generoso lavoro di tante compagne e compagni, la chiarezza delle nostre proposte politiche, hanno premiato l’Altra Europa con Tsipras.
Si infrange così il tabù del quorum e la sinistra di alternativa torna ad avere una propria autonoma rappresentanza in Parlamento Europeo.
Una prima lettura dei dati in Veneto parlano di un voto con percentuali ben oltre al 4% in tutti i capoluoghi di provincia (a Venezia ci attestiamo al 5,8%, a Padova al 5,6%, a Vicenza e Belluno oltre il 4,7%), mentre nei Comuni minori si sconta una campagna elettorale mai così difficile, esclusi dai grandi mezzi dell’informazione e con risorse tali da non permetterci di arrivare in tutte le case con il nostro messaggio.
La sconfitta netta e pesantissima della destra che governa la Regione, mitigata dal dato di tenuta della Lega, fa da specchio al risultato certamente sorprendente del PD. Avremo tempo per riflettere con maggiori elementi, ma è innegabile che ancora una volta il gioco delle parti ha favorito Renzi che ha saputo demonizzare la foga populista di Grillo, trasformando insicurezza e timori in proprio consenso.
Per parte nostra crediamo sia necessario aver con chiarezza presente che i danni prodotti dalla crisi economica necessitano di risposte concrete che né la destra berlusconiana, né Renzi, né il populismo grillino sembrano interessati a dare
E’ indispensabile fin dalle prossime ore, operare per trasformare questo buon risultato dell’Altra Europa con Tsipras, in una proposta politica da articolare nel nostro territorio.
L’esperienza dell’Altra Europa con Tsipras deve favorire in Italia e nella nostra Regione un processo di unità della sinistra che permetta di costituire fin da subito un nuovo soggetto politico e sociale, democratico e pluralista, inclusivo e partecipato
Un ringraziamento particolare va alla capolista operaia Paola Morandin che ha ottenuto un successo straordinario con 20.000 preferenze. Paola ha saputo riportare le tematiche del lavoro, della vita in fabbrica, della condizione dei lavoratori, dei migranti, dei giovani precari, al centro della proposta dell’Altra Europa. E’ questo un patrimonio che intendiamo valorizzare e siamo certi che Paola potrà svolgere un ruolo importante.


Rifondazione Comunista Sinistra Europea Veneto

 

 

GRAZIE PAOLA

 

A nome mio personale e per conto di tutte le compagne e compagni di Rifondazione Comunista del Veneto voglio ringraziare Paola Morandin, la nostra capolista.
Il suo impegno e' stato determinante per il successo dell'Altra Europa con Tsipras
La compagna Paola ha girato in lungo e in largo tutta la Circoscrizione, privilegiando il rapporto diretto con le lavoratrici e lavoratori, con i giovani precari, con i pensionati.
Ringraziamo i compagni Augustin e Alessio che più
di tutti si sono impegnati a sostenere Paola in questa faticosissima esperienza.
La presenza di Paola ha permesso di caratterizzare la proposta dell'insieme della lista sulla centralità del lavoro ridando alla sinistra visibilità e concretezza.
Il Prc esprime gratitudine e conferma la convinzione che Paola sarà certamente una figura centrale anche nelle battaglie che ci aspettano fin dai prossimi giorni nel Veneto

 

RENATO CARDAZZO
 

 

 

 

 

25 MAGGIO IL VOTO UTILE IN EUROPA

 

 

 

Non è docente universitaria, giornalista o attrice, non frequenta

 i salotti buoni. E' un'operaia metalmeccanica. Si guadagna la vita  lavorando  in fabbrica. Ha difeso l'occupazione all'Electrolux contro la multinazionale svedese che voleva delocalizzare lasciando a casa centinaia  di lavoratrici e lavoratori .

 E' la nostra candidata, la candidata di RIFONDAZIONE COMUNISTA.

SCEGLI LA CAPOLISTA OPERAIA

 

 

VADEMECUM RAPPRESENTANTI DI LISTA

 

RIFONDAZIONE COMUNISTA VENETO
Care compagne e compagni, siamo alle ultime battute di questa campagna elettorale.
In questi due mesi abbiamo lavorato con determinazione e generosità per il successo della lista L'Altra Europa con Tsipras.
Come noi, comitati e singole figure del mondo della cultura e dell'impegno sociale hanno contribuito a costruire questo progetto unitario e innovativo. Una grande forza che oltre alle elezioni europee potrebbe rappresentare un passo fondamentale per la rinascita di una grande sinistra nel nostro paese.
Abbiamo promosso centinaua e centinaia di gazebo, tavoli informativi, incontri e assemblee di approfondimento... abbiamo distribuito centinaia di migliaia di volantini, nelle città, nei paesi, davanti e dentro i luoghi di lavoro.
ORA È IL MOMENTO DI RECUPERARE GLI INDECISI, INFORMARE PARENTI E AMICI... OGNI VOTO PUÒ ESSERE DETEMINANTE !
Come PRC Veneto ricordiamo a tutte e tutti gli iscritti, simpatizzanti, amici che oltre al voto sul simbolo della lista, si possono scrivere fino a tre preferenze.
IL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA VENETO
Vi invita a scrivere queste preferenze:

PAOLA MORANDIN
STEFANO LUGLI

Sono questi i candidati che maggiormente rappresentano la nostra cultura politica e che riteniamo possano dare un forte impulso al progetto di una sinistra unita e di alternativa, ancorata al mondo del lavoro e all' impegno sociale.
 

Sabato 17 maggio il Circolo Prc di Mestre Centro in piazza Ferretto divulga materiale informativo a favore dell'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS e per la preferenza alla CAPOLISTA OPERAIA  PAOLA MORANDIN

 

 

La sede provinciale e regionale di Rifondazione Comunista a Mestre ieri ha ospitato l'incontro degli attivisti del Movimento Handicap. Da tempo nella sede opera lo sportello sociale handicap che assieme allo sportello per il diritto alla casa rappresentano strumenti concreti di resistenza e solidarietà.

ELECTROLUX – MORANDIN (L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS): «LA LOTTA PAGA MA I LAVORATORI SINDACALIZZATI PAGANO PEGNO. L’EUROPA FRENI LE DELOCALIZZAZIONI E FACCIA UNA POLITICA UNICA CONTRO IL DUMPING»

Paola Morandin, capolista de L’Altra Europa con Tsipras nel Nord Est, operaia Electrolux, ha dichiarato:«Con la firma dell'accordo Electrolux si chiude una delle vertenze industriali più lunghe e combattute degli ultimi anni. Sei mesi di scioperi, presidi, incontri, interventi istituzionali e una costante attenzione pubblica e mediatica hanno fatto da coro a questo scontro, partito dall'intenzione di Electrolux di avviare la delocalizzazione nell’est Europa delle attività e delle produzioni presenti in Italia. Il governo è intervenuto, tardivamente e solo negli ultimi mesi in modo più efficace. La conclusione di queste ore vede da un lato l'importante risultato conquistato dai lavoratori: aver bloccato per almeno un triennio la delocalizzazione e definito un aumento degli elettrodomestici prodotti in Italia, con investimenti di processo e di prodotto, prima non previsti nei vari stabilimenti. Lo stabilimento di lavatrici di Porcia, pur non chiudendo, come programmato inizialmente, vedrà ridursi del 40% della propria produzione e la relativa occupazione, tutelata per ora dall’intervento dei contratti di solidarietà. Nel contempo il sindacato ha ottenuto la tutela dei redditi dei lavoratori: non vi sono tagli salariali e anche le pause sono salve (escluso Porcia). Dall'altro la multinazionale ha incassato degli sgravi contributivi collegati ai contratti di solidarietà (circa 6 milioni di euro in tre anni); ulteriori impegni di finanziamento dalle Regioni sugli investimenti, un pesante peggioramento delle condizioni di lavoro, attraverso un aumento dal 5 al 10% (a secondo degli stabilimenti) dei pezzi da produrre nelle catene di montaggio (si arriva a Solaro e Forlì a produrre in 6 ore ciò che si produceva in 8 ore, anche Susegana dovrà produrre dai 18 ai 22 pezzi in più per linea in ogni turno); catene dove gli operai lamentano già da tempo una pesante condizione di lavoro. Sono gli operai delle catene di montaggio, delle linee, i più sindacalizzati, che pagano il conto del recupero della produttività. È su queste criticità che nello stabilimento di Susegana le RSU unitariamente hanno espresso una profonda riserva sull’accordo: sulle condizioni di lavoro e di salute è sbagliato intervenire peggiorandole, quando le prestazioni sono oltre il limite sostenibile. Le politiche di incentivazione all'uscita sono rivolte a questi lavoratori. Nell’accordo appena firmato hanno tagliato del 60% le agibilità sindacali degli Rappresentanti sindacali di fabbrica RSU, impoverendo così la capacità di tutela dei lavoratori. È sempre più urgente una regolazione delle istituzioni europee sui movimenti delle multinazionali presenti in più Stati dell'Unione e una politica di convergenza normativa e salariale all'interno dell’Ue, per frenare il dumping sociale».
 

 

 

Questa mattina - 6 maggio-  a Venezia presso il Ponte della Costituzione (noto come Calatrava) compagne e compagni del PRC del centro storico spiegano alle persone che la lista L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS, È UNA LISTA DI SINISTRA che può essere votata anche da chi non è laureato, professore o artista. Non a caso a capolista c’è PAOLA MORANDIN operaia Electrolux.CHE NOI TUTTE E TUTTI SOSTENIAMO

Cara compagna, caro compagno.

Il 25 maggio si andrà a votare per il rinnovo del Parlamento Europeo. E’ una occasione importante perché oramai oltre il 90% delle scelte che riguardano le condizioni di vita e di lavoro, anche nel nostro paese, vengono decise a livello europeo.

In questi ultimi anni, di fronte alla grave crisi economica,  i governi dei maggiori stati che compongono la Comunità Europea hanno assecondato le politiche decise dalla Troika, dalle grandi multinazionali, dalle potenti banche, dalle centrali della speculazione finanziaria. Hanno imposto la politica dell’austerità che null’altro significa se non prendere i soldi dai lavoratori, dai pensionati, dai piccoli artigiani, per sanare le banche private e attraverso queste rendere ancora più ricchi quei pochi privilegiati che oggi detengono tutta la ricchezza.

Queste politiche europee hanno portato in Italia e nel Veneto solo l’aumento drammatico della disoccupazione, la riduzione dei diritti (all'istruzione, alla salute, alla casa, ecc.), la perdita del potere d’acquisto dei salari, la precarietà senza fine per i giovani, l’insicurezza per gli anziani dopo una vita di lavoro e sacrifici, la devastazione del territorio e dell'ambiente sacrificati alla logica delle grandi (e inutili) opere. Ma queste politiche europee non sono frutto del destino. Possono essere sconfitte e profondamente cambiate. Per la prima volta le forze comuniste e di sinistra di tutti i paesi europei si presenteranno con un unico programma condiviso, con al centro le politiche per un nuovo modello di sviluppo compatibile, che porti lavoro stabile e piena occupazione. Le risorse ci sono, non è vero che la crisi è dovuta alla miseria, bensì alla mancata ridistribuzione della ricchezza. Le sinistre con forza oggi possono imporre una svolta a livello europeo, fondata sulla giustizia sociale, la democrazia, l’uguaglianza.

 Per la prima volta anche in Italia la sinistra e i comunisti sono uniti in una unica lista che si chiama “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”. L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS  è composta da forze politiche come Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà e da associazioni, comitati popolari, singole persone, che assieme hanno condiviso il progetto avanzato dal Partito della Sinistra Europea. L’Altra Europa con Tsipras… Alexis Tsipras è il candidato che la sinistra e i comunisti, presenteranno in tutti i paesi europei. La legge elettorale europea prevede, infatti, che le liste debbano proporre un candidato alla Presidenza della Commissione Europea. La Sinistra Europea ha scelto Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra greco Syriza, il partito della Sinistra e dei Comunisti greci, membro del Partito della Sinistra Europea, primo partito in Grecia e unico argine alle politiche di austerità del governo delle larghe intese e al dilagare dei neonazisti di Alba Dorata, simbolo della lotta contro le scelte sciagurate imposte dalle multinazionali e dai  banchieri ai popoli d’Europa.

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS E’ QUINDI  L’UNICA LISTA DELLA SINISTRA PRESENTE ALLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL PARLAMENTO EUROPEO IL 25 MAGGIO. Nel “collegio nord est” (che comprende il Veneto, l’Emilia, il Trentino Sudtirolo, il Friuli)  come Partito della Rifondazione Comunista voteremo la Lista e daremo la nostra preferenza alla capolista PAOLA MORANDIN, operaia Electrolux, delegata Fiom Cgil, da tanti anni in prima fila in tutte le lotte per la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Con questa lettera abbiamo voluto spiegarti brevemente le ragioni per le quali il Partito della Rifondazione Comunista chiede a tutte le compagne e i compagni di vincere la sfiducia, battere la rassegnazione, riprendere in mano la bandiera della giustizia sociale, della democrazia, dell’uguaglianza per oggi e per il futuro. Votiamo e convinciamo gli incerti e i dubbiosi a scegliere L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS e a dare la preferenza alla capolista PAOLA MORANDIN.

 Renato Cardazzo       segretario Rifondazione Comunista Veneto

Andrea Bonifacio        segretario provinciale PRC Venezia

Pietrangelo Pettenò   consigliere regionale Federazione Sinistra Veneta

Sebastiano Bonzio     consigliere comunale PRC Venezia

 

BANCHETTI-VOLANTINAGGI

RIFONDAZIONE COMUNISTA CON

LA LISTA TSIPRAS

 

 

VENEZIA CENTRO STORICO
A DORDSODURO, in campiello del tragheto, di fronte civico 3686, il 1°, il9, il 16 e il 23 Maggio;
CAMPO SAN GEREMIA, CANNA REGIO, il 3 maggio;
PONTE DELLA COSTITUZIONE: ai piedi del ponte dal lato p.le Roma, il 6, il 12, il 15, il 19 e il 22, 23 e 24 maggio;
S.CROCE, Campo San Giacomo de l’Orio il 21;
RIALTO incrocio ruga vecchia san Giovanni e ruga dei Spezieri il 10 e il 17 maggio;
CANNAREGIO: Strada Nuova, all’incrocio con Rio Terà Farsetti l’8 e il 13 maggio;
CASTELLO: via Garibaldi, il 15, il 17 e il 20 maggio;


MESTRE CENTRO
MERCATO 30 APRILE-2-7-9-14-16-21-23 MAGGIO MATTINO
1 MAGGIO FORTE MARGHERA PRANZO FIOM- CONCERTO PZ. FERRETTO ORE 18
3-10-17 MAGGIO PZ FERRETTO POMERIGGIO

FAVARO- CAMPALTO
giovedì 1 maggio - mercato Favaro (VERIFICARE SE C'E' MERCATO)
sabato 3 maggio Piazza Pastrello Favaro e Campalto vicino Coop
domenica 4 maggio - Tessera vicino chiesa e Dese vicino Banca Unicredit
martedì 6 maggio - Piazza Pastrello Favaro
giovedì 8 maggio - mercato Favaro
sabato 10 maggio - Piazza Pastrello Favaro e Campalto vicino Coop
domenica 11 maggio - Dese vico banca Unicredit e Tessera vicino chiesa
martedì 13 maggio - piazza Pastrello Favaro
giovedì 15 maggio - mercato Favaro
sabato 17 maggio - piazza Pastrello Favaro e Campalto vicino Coop
domenica 18 maggio piazza Pastrello Favaro
 

 

18 aprile- Mestre. APERTURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE A SOSTEGNO DELLA CANDIDATA OPERAIA PAOLA MORANDIN- PRESENTI IL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PRC PAOLO FERRERO, GIANNI RINALDINI, GIAMPAOLO PATTA, RENATO CARDAZZO E PAOLA MORANDIN

 

PRC VENETO: GRANDE SUCCESSO DELLA RACCOLTA FIRME PER LA LISTA "L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS"

La raccolta delle firme per la presentazione alle Elezioni Europee del prossimo 25 maggio della Lista L’ALTRA EUROPA CON TESIPRAS si è conclusa con un successo di consenso che conferma la grande attenzione raccolta dalle centinaia e centinaia di banchetti promossi su tutto il territorio, nei luoghi di lavoro e di studio.
Nella circoscrizione nord orientale (Veneto anche Emilia, Friuli e Trentino Sudtirolo), sono state raccolte complessivamente 50.000 firme, ben oltre le 30 mila indispensabili; circa 17.000 nel Veneto.
Superato questo primo scoglio ora ci aspetta una competizione elettorale impegnativa. Dovremo ovviare alla campagna scientifica di disinformazione e far valere i contenuti della nostra proposta, in particolare sui temi della centralità del lavoro, della difesa dei diritti democratici, dell’impegno per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio e dei beni comuni.
Le nostre proposte contro le politiche europee di austerità, devono saper incontrare i bisogni reali delle persone in carne ed ossa e la campagna elettorale dovrà servire a dare un riferimento non solo elettorale ma di ricomposizione e unità, per rilanciare con forza le iniziative contro la delocalizzazione, per il reddito sociale, per impedire il consumo affaristico dei suoli e delle risorse naturali, per difendere la democrazia e la Costituzione dal tentativo di riportare l’Italia e l’Europa a regimi autoritari e oligarchici.
E’ oggi indispensabile che l’esperienza positiva di unità delle forze politiche della sinistra di alternativa, dei comitati di cittadini, delle associazioni e dei singoli che hanno condiviso il progetto dell’Altra Europa con Tsipras, si rafforzi, trovando terreni di sempre maggior protagonismo dal basso, proponendo iniziative di forte concretezza e ambiti decisionali condivisi e trasparenti.
Un ringraziamento va alle compagne e compagni di Rifondazione Comunista del Veneto, che in meno di quindici giorni hanno saputo mobilitarsi su tutto il territorio regionale, con centinaia di banchetti direttamente promossi dai Circoli, dove sono state raccolte oltre 11.000 firme. Circoli che hanno collaborato attivamente anche alla raccolta promossa dai Comitati che, dove presenti, hanno ottenuto tutto l’appoggio logistico e materiale del PRC.
Ora prepariamoci tutte e tutti ad uno sforzo ancor maggiore, città per città, luoghi di lavoro e di studio, casa per casa, per far vincere l'Altra Europa con Tsipras e la capolista operaia Paola Morandin, che tutto il nostro Partito è impegnato a sostenere.

Renato Cardazzo
segretario regionale Prc
 

 

 

 

 

 

 

 

RACCOLTA FIRME PER LA LISTA

"L'ALTRA

 EUROPA CON TSIPRAS"

RIFONDAZIONE C'E'

pz Ferretto - Mestre domenica 9 marzo

Marghera pz. Mercato sabato 8 marzo

Paola Morandin a Marghera per la raccolta firme

 

 

 

APERTURE DOMENICALI E LIBERALIZZAZIONI DEGLI ORARI: APPROVATA MOZIONE PER INDIRE IL REFERENDUM PER ABROGARE LA LEGGE! 

 

E' passata all'unanimità la mozione (allegata) presentata dal Consigliere Sebastiano Bonzio (Federazione Della Sinistra), collegata alla delibera del Nuovo Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche, che chiede a Sindaco e Giunta di invitare la Regione Veneto ad approvare la richiesta di referendum abrogativo della lettera d-bis)del comma 1 dell’articolo 3 del decreto-legge 4 luglio2006, n. 223, (aggiunta dal comma 6 dell’articolo 35 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 e poi modificata dall’articolo 31, comma 1, del decreto- legge 6 dicembre 2011, n. 201,) che prevede che le attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande siano svolte senza i limiti e le prescrizioni riguardanti il rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio.

Un voto trasversale che testimonia quanto sia estesa la consapevolezza del fallimento delle politiche di liberalizzazione selvaggia in materia di commercio. Politiche che hanno contribuito a svuotare i centri urbani e ammazzato il tessuto del commercio di vicinato e non hanno portato né al miglioramento delle performances delle aziende che le applicano né ad un aumento di posti di lavoro. Ora chiediamo con forza al Consiglio regionale di approvare la proposta di Legge promossa dal Consigliere regionale della Federazione della Sinistra - Rifondazione Comunista Pietrangelo Pettenò, aggiungendosi così alla Regione Abruzzo che ha già approvato un'analoga norma e contribuendo a raggiungere l'obiettivo delle 5 Regioni che possono promuovere la consultazione.

 

“La politica e l’impegno dei comunisti

dopo il IX° Congresso del Partito”

Circoli di Chioggia
ASSEMBLEA GENERALE
DELLE ISCRITTE E DEGLI ISCRITTI

DOMENICA 26 GENNAIO 2014
dalle ore 10.15
presso il Circolo ARCI di S.Anna
(Via Pegorina, 57)

Interviene il nuovo Segretario Provinciale del Partito:
ANDREA BONIFACIO

Iscritti/e e simpatizzanti sono invitati/e

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Via Pegorina, 57 – 30015 S.Anna di Chioggia – Tel. 339.3637419
e-mail: rifondazionechioggia@yahoo.it

 

ONORE E GLORIA PER ROSA LUXEMBURG A 95 ANNI DALLA SUA MORTE

A Berlino, nel corso della "Rivolta di Gennaio", il 15 gennaio 1919, Rosa Luxemburg venne rapita ed in seguito assassinata, insieme con Karl Liebknecht, dai soldati dei cosiddetti Freikorps, agli ordini del governo del socialdemocratico Friedrich Ebert e del ministro degli Interni, Noske.

Il suo insegnamento, l'interpretazione originale del pensiero di Marx, la sua straordinaria coerenza di donna e rivoluzionaria non hanno mai smesso di operare e di costituire un esempio valido in ogni epoca storica.

 

Paolo Ferrero segretario Nazionale, né settarismo né sventolio celebrativo di bandiere, occorre un Partito impegnato a costruire una grande soggettività politica e sociale di alternativa al capitalismo.

 

Con l’elezione del segretario nazionale, della segreteria e della direzione nazionale, il Partito della Rifondazione Comunista è oggi nelle condizioni di mettere in pratica la linea politica approvata a larghissima maggioranza dal Congresso nazionale conclusosi lo scorso dicembre a Perugia.

Sul nome del segretario Paolo Ferrero e sulla segreteria, vi è stato un confronto molto duro e con argomentazioni spesso non condivisibili. Ma alla fine gli unici nomi presentati alla candidatura di segretario sono stati quelli di Ferrero e della compagna Ussai. Il primo ha ottenuto 67 voti, la seconda 19. Chi non condivideva nessuno dei due nomi si è astenuto. Ma ovviamente tra i 54 astenuti si conteggiano sia i sostenitori di una gestione che non  chiudesse definitivamente le porte ad una relazione con il centro sinistra, sia quelli che avrebbero voluto il  partito rivoluzionario duro e puro.

Capisco che in tempi di primarie e di leaderismo è difficile comprendere che un  Partito abbia una dinamica interna democratica e proporzionale, ovvero che ciascuno pesi per quello che conta davvero e che ciascuno possa esprimersi.

Come componenti veneti in  Comitato Politico Nazionale, abbiamo votato a favore di Paolo Ferrero e degli altri organismi di direzione. Per il rispetto del lavoro di migliaia di compagne e compagni che in tutto il territorio nazionale rappresentano una ricchezza unica. Queste compagne e compagni, non meritavano di essere usati da pochi figuri decisi a portare all’implosione del PRC per accasarsi altrove.

Ora però non è tempo di attardarsi ed il nuovo gruppo dirigente è chiamato a trasformare in iniziativa politica l’orientamento congressuale, partendo dalla costruzione in Italia della lista a sostegno della Sinistra Europea e del candidato Alexis Tsipras e dall’avvio su scala nazionale del progetto per il lavoro, ovvero della campagna per uscire dalla crisi ripartendo dai bisogni reali dei lavoratori, dei giovani precari, dei ceti popolari.

Non lavoreremo per un Partito settario e chiuso in una retorica da sventolio delle bandiere.

Noi siamo convinti della necessità in Italia di un soggetto unitario della sinistra anticapitalista, autonomo dal centro sinistra di Renzi, che in Europa si riconosca nel progetto della Sinistra Europea in opposizione alle politiche della Troika sostenute dai socialisti europei e dai conservatori.

Siamo convinti che sia indispensabile che questa ricomposizione parta dai territori e che debba essere una occasione di incontro tra forze politiche,  esperienze sociali, soggettività democratiche; un lavoro orizzontale dove tutti siano promotori, senza prevaricazioni e supponenza da parte delle forze politiche organizzate,  senza la retorica anti partito dei soloni di turno.

Ci sono molte esperienze importanti, sul terreno della resistenza dei lavoratori, contro la precarizzazione, nella lotta per il diritto alla casa, alla sanità pubblica, per il diritto all’istruzione; nell’impegno per i beni comuni, contro la devastazione dei suoli, le grandi opere affaristiche, la rapina delle risorse naturali; per la difesa della democrazia partecipata, contro la deriva autoritaria, per l’antifascismo e la Costituzione.

Proviamo fin da subito anche nel Veneto a costruire sulle iniziative e sulle proposte condivise, con una idea aperta, di collaborazione, di uguaglianza,  il massimo dell’unità possibile.

 

Renato Cardazzo segretario PRC Veneto


 

VINCOLI EUROPEI E COMUNE DI VENEZIA

Il consigliere della Federazione Della Sinistra Sebastiano Bonzio ha proposto di convocare un consiglio comunale straordinario, a norma dell’art.5/bis, comma 6, dello Statuto del Comune di Venezia, da tenersi 
- a Roma in piazza Colonna, fronte palazzo Chigi

-
 e a Bruxelles, in Rue Wiertz 60/ Wiertzstraat 60, fronte Edificio Willy Brandt (sede Parlamento europeo)

col seguente ordine del giorno PATTO DI STABILITA’ E LEGGE SPECIALE 
per "sollevare" un punto politico di contrasto alle assurde politiche di austerità che stanno strozzando le amministrazioni locali e mettendo a rischio il livello di servizi offerto alla cittadinanza.
 
Si tiene a precisare che il consigliere propone che i costi dell'iniziativa siano a totale carico dei singoli consiglieri.

 

 

 

ANDREA BONIFACIO

 nuovo

 segretario

 provinciale di

 Rifondazione

Comunista

venerdì 20 dicembre 2013

Il Comitato Politico Federale su proposta del segretario uscente Sebastiano Bonzio ha eletto, all'unanimità dei presenti, il nuovo Segretario Politico Provinciale: il compagno Andrea Bonifacio, da anni attivo nel nostro Partito e riferimento costante per la lotta antifascista e l'impegno in ambito culturale. Nuova tesoriera la compagna Elisa Zanin, giovanissima assessora di Salzano. Responsabile dell'organizzazione Alessandro Cappelletti leader della resistenza operaia alle Acciaierie Beltrame. Per il settore Welfare e Territori designata la compagna Virna Bordin. Il compagno Sebastiano Bonzio, al quale va il ringraziamento più sincero di tutto il Partito, dirige il dipartimento Lavoro. Nominato per acclamazione Presidente del Comitato Politico Federale il compagno Luciano Maroder, fra i fondatori del Prc a Venezia e storico esponente dei movimenti per il diritto alla casa in centro storico.

 

 

AL PRESIDIO PER IL LAVORO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA L'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI DELLA BELTRAME IN CASSA INTEGRAZIONE.

Oggi giovedì 19 dicembre i lavoratori della Beltrame hanno tenuto una assemblea nello spazio prospicente al banchetto di solidarietà promosso da Rifondazione Comunista per le aziende in crisi (che proseguirà fino a domenica 22). Dopo aver affrontato e discusso la gravissima situazione occupazionale i lavoratori si sono uniti agli organizzatori dell'iniziativa, intervenendo direttamente nell'azione di propaganda e sensibilizzazione della cittadinanza.

ACCIAIERIE BELTRAME

 PRIVATIZZAZIONE E RESISTENZA

 OPERAIA

 

1989 Beltrame subentra a Italsider e immediatamente vi è una riduzione di organico e produzione. Nessun investimento produttivo e dismissione di interi reparti e linee di produzione.

2008 Inizio della crisi economica che colpisce particolarmente il settore siderurgico. 1 anno di cassa integrazione ordinaria e 2 di straordinaria.

2010 Accordo RSU-Beltrame per investimenti e riorganizzazione. Riduzione dell’organico di 25 unità e 10 milioni di euro per ristrutturazione (di questi solo due effettivamente spesi)

2012 Beltrame comunica la fine degli investimenti a Marghera e licenziamento di 117 lavoratori. 2012 Gli operai occupano la fabbrica per 3 mesi guidati dalla FIOM promuovendo varie iniziative ed essendo ricevuti anche dal presidente Napolitano. Accordo per 2 anni di cassa integrazione straordinaria per cessata attività.

2013 Ad oggi 51 lavoratori continuano a lottare per il posto di lavoro. 14 sono stati trasferiti a Vicenza. Possibili nuovi acquirenti sono interessati solo alla logistica e all’area degli stabilimenti.

 

CONCLUSO IL CONGRESSO NAZIONALE DI

RIFONDAZIONE  COMUNISTA

 

IX Congresso Prc, consultazione Cpn per massima autorevolezza direzione politica

Domenica scorsa si è concluso a Perugia il IX° Congresso nazionale del PRC.

Una occasione importante che ha visto la partecipazione attiva di oltre 1000 circoli in tutta Italia, decine di migliaia di compagne e compagni che si sono confrontati, con l’obiettivo di rilanciare Rifondazione dentro un progetto di ricostruzione di una sinistra unita, sociale, all’altezza della situazione di crisi. Un Congresso che non poteva certo contare su una grande esposizione “mediatica”, visto la coincidente vittoria di Renzi alla guida del PD e, fin dal giorno successivo, l’esplosione delle proteste “dei forconi”.

Il Congresso del PRC non è però stato un rituale inutile, anzi, ci ha riconsegnato un panorama di una organizzazione che ancora oggi, pur tra le molte difficoltà, gode di un buon insediamento, di una presenza importante in tutte le vertenze di lotta più significative, sia nei luoghi di lavoro che sul territorio. Il documento finale approvato con oltre il 76% dei delegati presenti, ha finalmente indicato con chiarezza l’orizzonte politico ed il percorso da intraprendere: Contro la grande coalizione europea e italiana, occorre costruire una sinistra alternativa e autonoma dal centrosinistra, che si unisca su un chiaro programma di lotta all’austerità, di rottura con il modello neoliberista di questa unione europea, per un’uscita da sinistra dalla crisi.

Ferma restando la necessità del Prc come organizzazione politica dei comunisti, che è aperta al confronto sul tema dell’unità con le altre forze comuniste, nella chiarezza della scelta strategica di autonomia dal centro sinistra e di innovazione politico culturale nel senso della rifondazione.

Come nel resto d’Europa – e le esperienza del Front de gauche, Izquierda Unida, Syriza ne dimostrano la fattibilità – insistiamo nel proporre un processo di aggregazione dal basso, democratico e partecipativo della sinistra di alternativa e delle forze antiliberiste e anticapitaliste del nostro paese, che si connoti per l’autonomia e l’alterità rispetto al centrosinistra e al Partito Democratico. Sul terreno dell’iniziativa politica e sociale, la centralità di un Piano per il lavoro rimane l’asse portante della nostra mobilitazione. Una battaglia concreta che si deve articolare sul territorio cogliendo ogni specificità.

in questo senso ci pare di poter dire che il PRC Veneto è già in campo: con la campagna contro la delocalizzazione, per il reddito sociale, per il blocco dei licenziamenti; con l’apertura di sportelli per i diritti sociali in tutte le province, ma anche promuovendo i picchetti per impedire gli sfratti; partecipando alle lotte contro la devastazione del territorio e contro le mega opere affaristiche (TAV, autostrade, nuove cementificazioni…). E’ evidente, anche alla luce dei blocchi e delle manifestazioni di queste ultime ore, che senza la riorganizzazione sociale del Partito, senza l’individuazione di obiettivi  e di pratiche radicali e concrete, il rischio che sul terreno della protesta e del disagio sociale si innestino pericolose derive reazionarie, corporative, persino manovre strumentali della destra eversiva, non può essere trascurato. In questo senso crediamo si debba da subito costruire anche nel Veneto luoghi di promozione d’iniziativa, che raccolgano in modo orizzontale tutte le realtà politiche, associative, culturali, sindacali disposte a spendersi per il lavoro, la democrazia, la Costituzione; contro il Governo delle larghe intese e contro l’Europa degli oligarchi e dei grandi speculatori.

 

Non è stato per la delegazione veneta del PRC, un Congresso Nazionale come gli altri.

Avevamo promesso nei Circoli e nelle Federazioni del nostro territorio, un impegno concreto per un cambio di marcia e per una riforma sostanziale dei gruppi dirigenti nazionali.

Abbiamo mantenuto la promessa. Siamo arrivati a Perugia con un pacchetto di emendamenti tutti orientati a riequilibrare le competenze ed il peso politico dei territori nei confronti di una centralizzazione ottusa, figlia della logica delle correnti, vera e propria sciagura per Rifondazione.

Le nostre proposte hanno monopolizzato per  tutta una nottata la discussione sullo statuto e pur se accolte solo parzialmente, hanno segnato in sede di definizione concreta degli organismi di direzione politica una vera e propria svolta. Così nel Comitato Politico Nazionale (CPN) oltre il 75% sarà composto da compagne e compagni   indicati dai territori e solo il 25% sarà composto da dirigenti indicati dal centro nazionale uscente. Il CPN rimane di 150 componenti, questa volta, però, la rappresentanza dal Veneto sarà più che raddoppiata. Dopo il precedente Congresso di Napoli avevamo in CPN il compagno Cardazzo e la compagna Ruffini.

Questa volta oltre al compagno segretario regionale Renato Cardazzo, entreranno in CPN il nostro consigliere regionale Pietrangelo Pettenò di Venezia, il compagno  Paolo Benvegnù segretario di Padova, la compagna Moira Fiorot segretaria di Belluno, la compagna Katia Martinotti della federazione di Verona. Una scelta discussa e sostenuta da tutte le delegate e delegati veneti presenti.

Pensiamo sinceramente che questa nostra rappresentanza possa contribuire a nuove modalità di costruzione della linea politica nazionale e ad  una maggior circolarità nelle informazioni e negli scambi di esperienze tra le diverse realtà  del paese.

Il giudizio più generale sull’esito del Congresso rimane positivo.

Il PRC ancor oggi rappresenta un patrimonio organizzato di migliaia di compagne e compagni e da Perugia esce con una linea politica chiara.

Ora ci aspetta un lavoro durissimo di costruzione del partito dentro i luoghi di lavoro, tra i precari, nelle scuole, sui territori. Oggi come non mai la nostra organizzazione (parafrasando Lenin) è l’unico strumento su cui possiamo contare.

Senza settarismi, guardando alla costruzione di una sinistra di massa, lontana dagli accordi di vertice e fatta esclusivamente con logiche elettoralistiche

 

 

IX CONGRESSO PROVINCIALE RIFONDAZIONE

 COMUNISTA

UNA COMUNITA' SOLIDALE E MILITANTE AL

SERVIZIO DEL SUO POPOLO, PER RINNOVARE

 L'IMPEGNO POLITICO, PER RIPRENDERE IL

 CAMMINO VERSO UNA SOCIETA' PIU' GIUSTA

Il Congresso provinciale del PRC veneziano non è stato certamente un rituale liturgico.
Non ci interessava un congresso ripiegato sulla discussione sulla polemica tra fazioni, tutta interna e del tutto inutile, e per questo abbiamo deciso di costruire una occasione rivolta ai soggetti politici e sociali che abbiamo incontrato nelle esperienze di questi ultimi difficili anni.
Per questo, domenica 1 dicembre, presso una delle strutture del grande complesso di Forte Marghera, cuore pulsante della cultura e della socialità veneziana, abbiamo scelto di far aprire la nostra assise a Roberto Montagner, segretario della Camera del Lavoro metropolitana di Venezia; un intervento il suo del tutto interno al dibattito della sinistra, sulle condizioni reali del mondo del lavoro, della precarietà, senza sottrarsi alle riflessioni critiche sul ruolo del sindacato e sull’urgenza della costruzione di un soggetto politico della sinistra, autonomo dal liberismo. Ora dobbiamo batterci per far cadere il governo al più presto, chiude così il suo intervento Montagner.
Sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda Riccardo Colletti, segretario CGIL Filctem, che ha ricordato la battaglia comune sul nodo delle industrie chimiche ed il binomio oramai indissolubile tra reindustrializzazione e compatibilità ambientale, una vertenza tutta in salita per un governo che non sa nemmeno dove sta di casa la politica industriale, le bonifiche, l’innovazione e che sta svendendo il paese a pezzetti. Rifondazione ha intrapreso la strada giusta, difficile, ma necessaria della costruzione di una Casa comune del Lavoro.
Ma di quale lavoro oggi dobbiamo parlare ha provato brevemente a ricordarlo Giampietro Antonini segretario veneziano dell’USB. Il modello produttivo così come lo abbiamo conosciuto sta evaporando, occorre ripartire dal come e cosa produrre e per quali consumi. E’ su questo nodo del modello di sviluppo che la sinistra non sa fare il necessario salto in avanti.
Luca Trevisan segretario FIOM CGIL non ci mette molto ad arrivare al sodo: serve più sinistra, serve una rifondazione all’offensiva sul terreno dell’unità, partendo dalla centralità del lavoro, perché dopo Berlusconi dobbiamo battere le politiche liberiste che imperano.
Il lavoro, la democrazia e una Costituzione mai applicata nei principi fondamentali che oggi la destra vorrebbe cancellare – in sala il segretario del PD sobbalza dalla sedia. Mario Bonifacio, partigiano e dirigente ANPI, ricorda la sua adesione al PCI clandestino e lancia un monito, il comunismo è giustizia, uguaglianza, libertà, ma anche ricerca di una vita felice.
Intervengono anche i rappresentanti dell’IDV Cappone Francesco e Luxardi Lorenzo del Movimento Federalisti Riformisti con contributi centrati sullo specifico della realtà amministrativa veneziana . Porta il suo saluto il neo segretario del PD Marco Stradiotto che non si sottrae al confronto dialettico e si sforza di trovare qualche parola di sinistra. Ora la patrimoniale non è più un tabù, la Costituzione va applicata prima di pensare di cambiarla. Rifondazione è un valore aggiunto a Venezia e nel Veneto nella lotta per sconfiggere una destra xenofoba e pericolosa.
Ora Sebastiano Bonzio, segretario PRC Veneziano, può introdurre senza ulteriori indugi. La sua è una relazione asciutta, concreta, che ripercorre le tappe degli ultimi sforzi del Partito, le sconfitte, ma anche le scelte importanti, il lavoro sul territorio, sul fronte del lavoro, contro le grandi opere affaristiche, sul terreno sociale.
Nel pomeriggio, dopo una spartana pausa a panini e acqua, iniziano gli interventi dei circa 80 delegati dei 25 Circoli del PRC disseminati su tutta la provincia. Prevalgono le esperienze di lotta, nessuno si attarda sulle mozioni congressuali.
Fabrizio Bergamo delegato RSU FIOM racconta la lotta esemplare della Ditec di Quarto d’Altino, Virginio Castellaro delegato RSU FIOM riporta la situazione della Pometon; Gino Baoduzzi racconta dell’esperienza dello Sportello Handicap e i grandi risultati ottenuti a pochi mesi dall’avvio del servizio; Diana Zancarello spiega la centralità della lotta sociale e le centinaia di adesioni allo Sportello Casa aperto dal PRC; Margherita Citton parla di femminicidio e di discriminazioni crescenti in tempo di crisi; Ernesto Urban segretario di Dorsoduro sottolinea la necessità di attenzione permanente sulle forme di discriminazione sessuale e omofoba, Andrea Bonifacio parla dei ritardi nella comunicazione e delle nuove forme di relazione; Alessandro Cappelletti delegato RSU FIOM descrive la situazione alle Acciaierie Beltrame; Gianni Foffano delegato CGIL Rsu Venini, racconta della situazione dei vetrai a Murano, ma anche le sue lotte contro la TAV e per i diritti dei pendolari; Simone Stefan e Flavio Cogo spiegano le ragioni della battaglia contro le grandi navi a Venezia; Enrica Berti giovane segretaria dell’ANPI in isola, riconferma con fermezza la centralità antifascista del PRC; Giorgio Vianello parla di rinnovamento e della situazione nel chioggiotto; Giovanni Carrer parla della difficile situazione del litorale e del veneto orientale: Intervengono poi i compagni Aldo Bastasi e Renato Panciera di Marghera, Gilberto Canton della Riviera del Brenta; Giovanna Burigana giovanissima segretaria di Mestre centro spiega l’urgenza di intervenire nel settore della sanità e dell’assistenza; Angelo Zaccaria di Cannaregio e animatore dei COBAS scuola, spiega con chiarezza i passaggi della crisi e la sua caratteristica stgrutturale di lungo periodo; Andrea Zampieri delegato RSU FIOM Spyd Line parla della sua realtà di fabbrica e della necessità di non lasciare isolata la FIOM; Sandra Bertotto descrive perfettamente la situazione disperata nella scuola pubblica.
Siamo agli interventi finali ed inevitabilmente si arriva ai nodi del Partito, della prospettiva e del progetto.
Intervengono Mauro Tosi della Commissione nazionale per il congresso, Renato Cardazzo segretario veneto del PRC e Pietrangelo Pettenò, il nostro consigliere regionale. I tre interventi seguono un filo comune: rinnovamento significa ridefinire il modo di costruire i gruppi dirigenti nazionali partendo dai territori e rompendo con le logiche delle correnti e delle cordate che hanno creato gravi problemi al partito; basta con i feticci dell’unità della sinistra pensata come sommatoria di gruppetti dirigenti e apparati residuali, l’unità si costruisce nei settori sociali solo così si ricostruisce un ruolo per i comunisti ed un futuro per la sinistra; lavorare per una Rifondazione Comunista più forte, ma sconfiggere un inutile settarismo isolazionista.
Nando Mainardi garante del congresso e segretario regionale dell'Emilia Romagna chiude riassumendo i temi centrali del dibattito.
La discussione è terminata e si passa alle votazioni dei delegati nazionali, regionali e del Comitato Politico di Federazione. Le percentuali ottenute dalle tre mozioni contrapposte non lasciano dubbi.
La mozione che vede la firma del segretario Paolo Ferrero ottiene il 93,15% dei consensi.

 

DATI FINALI  CONGRESSI CIRCOLI

FEDERAZIONE DI VENEZIA

 

VOTANTI MOZIONE 1 MOZIONE 2 MOZIONE 3 ASTENUTI
375 340 6 19 10
% 93,15 1,64 5,20  

 

Lavoratori Electrolux in Consiglio Regionale: PRC e lavoratori consegnano oltre 50.000 firme raccolte in Veneto a sostegno della legge contro la delocalizzazione

Oggi 29 novembre Consiglio Regionale sulla crisi del settore elettrodomestici e dell'Electrolux. I lavoratori sono giunti a Venezia con una folta delegazione. Una rappresentanza dei lavoratori Eelectrolux e della Ditec, assieme a Pietrangelo Pettenò consigliere PRC, hanno consegnato al Presidente del  Consiglio le oltre 50.000 firme raccolte a sostegno della proposta di legge presentata da Rifondazione Comunista, che rende la vita dura a chi intende rubare il lavoro nel veneto e delocalizzarlo all'estero solo per sfruttare di più i lavoratori

 

 

 

Tutti i documenti congressuali sono disponibili sul sito nazionale e si raggiungono cliccando qui sotto. Si possono anche ritirare presso la Sede della Federazione, del gruppo regionale e comunale.

DOCUMENTI IX CONGRESSO

 

 

Ilva, la telefonata choc di Vendola: risate al telefono per le domande sui tumori

Nel luglio del 2010 il leader di Sel viene intercettato con Girolamo Archinà, il pr della famiglia Riva. "Dica che non mi sono defilato". E dà della 'faccia da provocatore' a chi chiedeva spiegazioni sui morti. Per tutta la giornata di ieri non ha risposto al Fatto

 

 

 

Per cambiare politica, rinnovare il

 partito,  cambiare lo statuto.

Tutti i componenti della Segreteria Regionale Veneto hanno aderito al documento congressuale Ricostruire la sinistra, Doc. n.1. Non si tratta di una adesione acritica, anzi. Molte sono le ragioni politiche per continuare a livello nazionale il confronto, in particolare sulla valorizzazione delle esperienze territoriali, sulla necessità che il tessuto reale del partito, possa costituire l'ossatura della direzione reale e delle decisioni. Volevamo un Congresso che parlasse all'esterno, che ci permettesse di assumere con chiarezza un ruolo attivo nelle principali vertenze conflittuali e che contrastasse la logica spartitoria delle correnti e dei gruppi che negli ultimi anni hanno centralizzato ogni decisione, assumendosi gravi responsabilità. La presentazione del documento a Tesi n. 1, primo firmatario Fabio Amato, risponde alla domanda di unità del partito, bene principale, per tale ragione abbiamo deciso di sostenerlo, senza rinunciare al nostro punto di vista.

La nota che segue quindi va ritenuta un contributo

(Renato Cardazzo,Mauro Tosi)

Rinnovamento non è né sostituzione del gruppo dirigente con un altro gruppo né cambiare l’asse generazionale. O il rinnovamento è legato a un profondo cambiamento dei criteri di nomina e di controllo dei gruppi dirigenti o come disse ne “il gattopardo” il principe di Salina si vuole “cambiare tutto per non cambiare niente” .
Il termine rinnovamento è in tutti i documenti congressuali, e negli emendamenti . Ma la pratica concreta è quella di lavorare per riprodurre un partito vincolato a logiche pattizie e controllato dalle componenti.
Ci viene riproposto, con le vecchie modalità di formazione dei gruppi dirigenti, ancora una volta, un partito in cui saranno le componenti a determinare la composizione dei CPN e della Direzione.
Il risultato di anni di prevalere di logiche spartitorie e di accordi di vertice è sotto gli occhi di tutti. Gli impegni sul rinnovamento e su nuovo rapporto con i territori , il richiamo alla base , il superamento delle componenti , sono rimasti lettera morta e la composizione di tutte le strutture nazionali, i ruoli funzionariali, la composizione delle liste elettorali a tutti i livelli, sono il frutto di rigidi accordi di componente che fanno impallidire il mitico manuale Cencelli.
Abbiamo proposto che , in applicazione dell’art 36 comma 5 dello statuto ( L’elezione deve avvenire in modo che vi sia la percentuale del sessanta per cento di rappresentanza territoriale.) , norma del tutto inevasa, che una quota del C P F fosse composta dalle/ai segretarie/i provinciali e regionali.
E’ evidente che una composizione di “rappresentanti diretti “ delle federazioni , che alle federazioni rispondono e che dalle federazioni sono revocabili, sposta completamente verso il basso, verso i territori la discussione e il confronto politico, rende possibile rapportare al reale scelte e decisioni del partito , annulla il ruolo di controllo e di veto attuato dalle componenti.
Che partito serve per dare risposta alla crisi senza ritorno, alla devastazione della società del lavoro; per ricostruire identità di classe e opposizione sociale? Serve un partito dove le esperienze siano messe a bilancio e a confronto , dove la ricchezza delle iniziative e delle proposte trovi cittadinanza e non sia mortificata da una struttura di dominio dove conoscenze e informazione sono sempre in una direzione. Serve un partito a rete dove l’orizzontalità dell’informazione e del confronto bilanci la verticalità di un centralismo asfittico e autoritario. Ci siamo conosciuti e abbiamo capito di più del nostro partito nelle recenti assemblee nazionali dei segretari di circolo che in anni di centralismo .
Ci serve uno statuto che rovesci la piramide costruita per dare risposta alle difficoltà e poi alla crisi del partito, che applichi realmente le risoluzioni della Conferenza d ‘Organizzazione e dei congressi già fatti. Uno statuto dove la rappresentanza delle strutture di base negli strumenti di direzione non sia formale ma ufficiale e vincolante.
Proponiamo che nei Comitati Politici, a tutti i livelli, siano presenti , di diritto, rappresentanze politiche delle istanze immediatamente inferiori , revocabili nel caso di cessione o decadenza del ruolo e abbiano , su questioni rilevanti, un vincolo di mandato. Ciò implica che solo una parte dei membri dei comitati siano eletti dai congressi , in applicazione del voto ai documenti e che gli altri, in quote da definire, siano espressi direttamente.
Questo può essere realizzato con la presenza diretta dei segretari di circolo nei Comitati Politici Federali, dei segretari provinciali nei Comitati Regionali, come già se pure con modalità diverse è previsto dallo statuto, o come “delegazione di territorio” designata dai Comitati Regionali per il Comitato Politico Nazionale.
Vanno ridefinite quelle parti dello statuto che tendono a svuotare il ruolo delle rappresentanze territoriali : presenza come invito, presenza comunque ratificata da un voto del congresso, …..
Nella stessa direzione deve muoversi il trasferimento di decisioni e di funzioni dal centro ai territori, partendo dalla riqualificazione dei regionali ai quali va data la dignità di organismo politico cancellando la storica marginalità dovuta alla scelta di privilegiare il rapporto leonino fra centro nazionale e federazioni. Cosi va riportato a vincolo l’indicazione dei comitati regionali sulle candidature politiche nazionali e europee , va attribuita ai regionali e alle federazioni una quota dei finanziamenti istituzionali. ( in piena applicazione art 71 commi 7-9 ).
Venezia 15 nov. ’13
Per la segreteria regionale del Veneto
Renato Cardazzo, Mauro Tosi.

Statuto. Proposta di emendamenti abrogativi e sostitutivi.
Art.30
- 7. “ I comitati politici eletti dai congressi devono..” sostituire con “ “ La quota dei comitati politici espressa dai congressi deve…” segue….. “ rispettare la parità, nella loro composizione fra la presenza di donne e quella di uomini.”
Art. 33
- 3 “ Il congresso di federazione elegge il comitato politico federale e il collegio di garanzia stabilendone anche la composizione numerica; elegge altresì le/i delegati al congresso nazionale e al congresso regionale ” sostituire con ; “ Le/i segretarie/i di circolo fanno parte di diritto del CPF. Vengono sostituiti nel caso di cessazione del loro mandato. Il congresso elegge la rimanente parte del CPF. La quota numerica viene fissata dal congresso per garantire comunque una presenza rilevante della rappresentanza dei circoli. Il congresso elegge altresì le/i delegate/i al congresso nazionale e al congresso regionale.”
Art. 36
- 4. “ Il congresso nazionale elegge il comitato politico nazionale ed elegge il collegio nazionale di garanzia” sostituire con ; “ Il congresso nazionale elegge il 50% del comitato politico nazionale ed elegge il collegio nazionale di garanzia.
- 5. “ L’elezione deve avvenire in modo tale che vi sia la percentuale del sessanta per cento di rappresentanza territoriale “ Sostituire con ; “ I comitati politici regionali designano al CPN una propria delegazione in rappresentanza dei territori in rapporto 1/500 iscritti . La delegazione è revocabile e applica al suo interno la parità di genere.”
Art. 44
- 1. “ Il comitato politico regionale coordina l’attività delle organizzazioni di partito nella regione….” Sostituire con ; “Il comitato politico regionale è l’organismo che dirige la politica del partito a livello regionale. Ne promuove il rafforzamento e lo sviluppo, cura l’attività formativa , decide le scelte politiche di collocazione rispetto al governo regionale ed orienta sul piano politico e organizzativo le federazioni. Il CPR definisce le liste per le elezioni regionali. L’indicazione del CPR per le liste nazionali ed europee dei i rispettivi collegi di appartenenza sono vincolanti.
- 8. Aggiungere ; “e della rappresentanza territoriale”. “Le/i segretarie/i di federazione fanno parte di diritto dei CPR”.
Art 45-
3. Sopprimere; “senza vincolo di mandato”. 6. Sopprimere; “senza vincolo di mandato”.
- 9 sostitutivo “ Approva, fatte proprie le proposte dei rispettivi CPR, in via definitiva le liste per il Parlamento italiano ed europeo. Avanza ……….
Art 46
- 2. “Ne fa parte di diritto la/il segretaria/o del partito “ Sostituire con ; “ Ne fanno parte di diritto le/i segretarie/i regionali, la/il segretaria/o del partito.”
Art 71
- 9. “ Viene inoltre data priorità al finanziamento delle organizzazioni decentrate del partito .“ aggiungere ; “ destinando una quota minima del 30% del finanziamento pubblico alle federazione e ai regionali ”.

 

 

EMERGENZA CASA-SPORTELLO

SOCIALE PRC

 

 

 

 

LE INSOSTENIBILI SCELTE DI ACTV SULLA PELLE DI PENDOLARI, STUDENTI E RESIDENTI

 

In seguito agli enormi disagi che i nuovi orari di navigazione di Actv hanno prodotto e che prevedono una riduzione imponente (quasi il 20%) delle corse di linea 1 e 2 che transitano per il Canal Grande con partenza ogni 12 minuti anziché 10 come fino ad oggi, con conseguente riduzione da 6 a 5 delle corse orarie per ogni linea (1 e 2), il consigliere Sebastiano Bonzio (Federazione Della Sinistra) ha presentato un’interrogazione urgente all’Assessore alla Mobilità per chiedere di tornare agli orari precedenti.

 

“Actv oggi non si è premunita neppure di rinforzare (come promesso) le corse di linea 1 e 2 nei cosiddetti orari di punta per studenti e pendolari,” – spiega Bonzio – “visto che stamani dalle 6:30 alle 7.45 anziché 11 corse all’ora come avveniva fino ad oggi, sia per la linea 1 che per la  2, ne solo partite solo 5, con conseguenze e disagi di facile immaginazione. I battelli, quasi sempre con linea di galleggiamento oltre il limite di sicurezza, sono partiti stracolmi da Piazzale Roma e quindi alla Stazione non è riuscito a salire nessuno. Oltre al danno poi si aggiunge la beffa, in quanto la prima corsa bis è partita alle 7.45 quando cioè i buoi-pendolari sono già scappati;

 

“Alla luce di quanto visto nella giornata odierna,” – prosegue il consigliere – “è assolutamente inaccettabile che, nonostante le commissioni e le proposte fatte dall’Assessore, oggi gli unici a subire le conseguenze del tragico evento che, a settembre scorso, ha provocato della morte di un turista tedesco nei pressi  del ponte di Rialto, sono pendolari, studenti e residenti. Il nuovo orario di Actv, giustificato dai vertici aziendali con delle scelte discutibili che stanno in mezzo fra una brutta copia di spending review e delle azioni per incrementare la sicurezza della navigazione in Canal Grande, ha provocato enormi disagi nella categoria che andrebbe, al contrario, maggiormente protetta: quella dei residenti-studenti-pendolari. Per questo chiedo all’Assessore se, alla luce della disastrosa giornata odierna per la mobilità veneziana, non ritenga esser scelta migliore fare una rapidissima retromarcia sulle scelte di riduzione delle corse per tornare alla situazione precedente che, sebbene non fosse ottimale, era sicuramente migliore di questa.”

 

 

 

PRANZO DI AUTOFINANZIAMENTO

 DEI CIRCOLI COMUNISTI

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DOMENICA 27 OTTOBRE 2013 DALLE ORE 13

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Vinyls Marghera: Drammatiche condizioni di rischio e disagio

per i lavoratori e per lambiente.

Premesso che

Nel corso di un sopralluogo in fabbrica dellassessore allAmbiente del Comune di Venezia, insieme ai tecnici della Direzione Ambiente, Protezione Civile e Attività Produttive del Comune di Venezia, invitato dai lavoratori della Vinyls attualmente presenti negli impianti, sono emerse delle preoccupanti e drammatiche condizioni di rischio e disagio per i lavoratori e per lambiente, tali da ipotizzare lintervento di Spisal, Ispettorato del Lavoro e Procura della Repubblica.

Infatti il quadro emerso sarebbe tale da suscitare gravissime preoccupazioni sia per lambiente e la salute sia per le condizioni nelle quali si trovano a operare gli addetti, i quali sono di fatto comandati, pagati pochissimo (e fino a "ieri" niente), mentre attendono tuttora decine e decine di migliaia di euro ciascuno di salari e stipendi a lungo non pagati in passato, con grave disagio sopportato insieme alle famiglie.

La sala controllo nella quale svolgono i turni H24, notte compresa, ai quali sono tenuti, verserebbe in condizioni fatiscenti. Vi pioverebbe dentro, a volte è assalita da ratti e serpenti che hanno colonizzato gli spazi inselvatichiti dentro e intorno agli impianti da tempo fermi, mentre destate, per mancanza di condizionatori, è rovente.

Soprattutto, si lavorerebbe in gravissima carenza di strumenti adeguati. Sarebbe bloccato da tempo uno strumento indispensabile come lo spettrografo di massa aereo, cioè il misuratore della presenza di sostanze nellaria, in particolare di dicloroetano e di cvm, cancerogeni notori per decenni lavorati in questi impianti, la cui presenza dovrebbe essere segnalata da tale strumento senza la necessità di uscire dalla sala controllo.

Mancherebbero i monitor per controllare a distanza punti cruciali dello stabilimento al fine di accertare tempestivamente eventuali perdite o anomalie. Negli impianti lilluminazione sarebbe ridotta al minimo e gli addetti devono agire quasi sempre al buio.

Gli stessi strumenti personalizzati sarebbero carenti: mancherebbero maschere antigas e tute specifiche individuali e di quelle presenti non sarebbe nota la data dellultima revisione o quella di scadenza.

In pessime condizioni sarebbero anche i grigliati dei camminamenti, le pompe a motore, i tronchetti di aspirazione.

La stessa situazione ambientale del sito industriale sarebbe, a prima vista, molto preoccupante. Sarebbero presenti, a centinaia se non a migliaia, sacchi, fusti, bidoni contenenti diversi tipi di sostanze, in genere rifiuti tossici, anche non etichettati o contenenti sostanze non note agli addetti e di provenienza sconosciuta, anche in evidente stato di degrado con rischio di fuoriuscite, tra i quali sacchi di fanghi clorurati, residui dei processi interni, del tutto aperti e il cui contenuto, con la pioggia, dilava allesterno, così come i canaletti di scolo della fogna clorurata invece che a secco sarebbero allagati come le vasche di contenimento.

Se tutto fosse confermato, emergerebbe, insomma, una pesantissima situazione di degrado ambientale e di rischio e disagio per i lavoratori comandati alla presenza negli impianti.

Non risulterebbe inoltre effettuata, come sarebbe previsto per legge, e comunque non è stata consegnata ai lavoratori, la necessaria indagine del rischio residuo odierno, cioè quello presente dopo il fermo degli impianti. Di tale situazione i lavoratori dovrebbero essere informati, oltre che formati ad affrontarla e dotati di tutti gli strumenti necessari.

Considerato che

I lavoratori della Vinyls sono doppiamente vittime: lasciati a lungo senza salario e costretti a lavorare, ora, pagati pochissimo e in condizioni di grave rischio per la personale incolumità e salute, condizioni inaccettabili in un paese civile, che producono, al tempo stesso, rischi ambientali di più vasta portata.

Non è accettabile il mancato riconoscimento della professionalità delle maestranze Vinyls, alle quali viene richiesto di operare per garantire la sicurezza di impianti sensibili, in cambio di emolumenti non paragonabili con quelli di qualunque altro professionista, a cominciare da chi ha ricoperto ruoli di responsabilità nella gestione della fase commissariale e di quella fallimentare di Vinyls.

Tutto ciò premesso e considerato si interroga la Giunta regionale per conoscere:

Come intenda operare, di fronte alle gravi denunce avanzate dal Comune di Venezia, con il supporto delle maestranze Vinyls, per garantire la sicurezza di lavoratori e cittadini, anche mettendo a disposizione l'operato di ARPAV, per esaminare se sussistano effettive condizioni di rischio, nonché mettendo in essere progetti di occupazione mirate ad un'effettiva salvaguardia ambientale e della salute di cittadini e lavoratori che valorizzino le professionalità presenti negli impianti, anche avvalendosi della disponibilità offerta dal Comune di Venezia, non fermandosi ad azioni limitate nella prospettiva di tempo e nella sostanza.

 

Pietrangelo Pettenò

Presidente Gruppo Federazione della Sinistra Veneta

Regione Veneto

 

 

 

CONGRESSO

 

 NAZIONALE

 

 STRAORDINARIO

 

6-7-8 DICEMBRE PERUGIA

Il CPN del PRC ha fissato le date per il Congresso Nazionale. Dal 18 ottobre al 17 novembre si terranno i Congressi di Circolo. Dal 18 novembre al 1° dicembre Congressi di Federazione.

 

DECADENZA DEL SENATORE

 BERLUSCONI PER LA LEGGE

SEVERINO

 

 

 

TUTTO IL PARTITO SI STRINGE ALLA FAMIGLIA

  PETTENO' PER LA MORTE DI FABIO.

3 OTTOBRE 2013

Questa mattina si è spento, per una  malattia che non lascia scampo, FABIO PETTENO', operaio comunista delle Officine Aereonavali, fratello del nostro compagno   e consigliere regionale Pietrangelo.

La Federazione Provinciale, il Comitato regionale veneto, tutte le compagne e i compagni dei nostri Circoli territoriali salutano commossi Fabio, abbracciano la moglie, il figlioletto, Pietrangelo, Virna e l'intera famiglia Pettenò che per mesi ha tentato l'impossibile per garantire a Fabio le migliori cure e la più affettuosa assistenza.

CIAO FABIO

Sebastiano Bonzio, segretario provinciale PRC

Renato Cardazzo segretario regionale veneto PRC

per inviare partecipazioni di cordoglio indichiamo l'indirizzo della famiglia: via Ca' Colombara 119/1 (Dese) Mestre.

 

 

Sebastiano Bonzio:  Nuove schede ospedaliere: la fascia tricolore del primo cittadino rappresenti lo sdegno di tutta la comunità di fronte ai tagli prospettati dalla Regione Veneto!

Ritengo sia importantissimo l’Ordine del Giorno approvato all'unanimità dal Consiglio comunale di Venezia, con il quale si chiede che la Giunta Regionale modifichi le schede ospedaliere per non desertificare l'offerta socio-sanitaria dell'ULSS 12 e compromettere uno dei principi (quello della “specificità veneziana”) riconosciuto dallo stesso Piano regionale Socio-Sanitario. Un rischio che appare nella sua immediata brutalità di fronte all’evaporazione delle culle termiche di patologia neo natale al Civile di Venezia che, se messa in atto, espone i nuovi nati della città lagunare a rischi assolutamente inaccettabili. In questo momento è doveroso fare appello al Sindaco Giorgio Orsoni, affinché non mantenga un atteggiamento di ritrosia ma, al contrario, si impegni per concretizzare il mandato ricevuto dal Consiglio Comunale che, per una volta, ha evitato di dividersi tra Guelfi e Ghibellini e magari tra Guelfi Bianchi e Neri, per manifestare all’unisono lo sdegno di tutta la comunità di fronte alla nuova stagione dei tagli prospettati dalla Regione Veneto. Credo che oggi sia obbligatorio che il Sindaco assuma a pieno il ruolo di rappresentante di tutta la comunità e apra con la massima urgenza un’interlocuzione con il Presidente della Giunta regionale Luca Zaia per chiedere i correttivi indispensabili per tutelare i servizi necessari a garantire il diritto alla salute sul territorio veneziano.
Capogruppo Federazione della Sinistra Comune di Venezia

 

Ferrero: “Tenere gli occhi aperti

affinchè nessuno possa sfasciare

Rifondazione”

di Paolo Ferrero – Cari compagni e compagne, nei giorni scorsi ho affermato pubblicamente, nella forma più visibile possibile, che i servizi segreti stanno operando per infiltrarci. Questo grido di allarme si basa sulle segnalazioni e sulla documentazione fornitaci da più parti.

Della situazione ne abbiamo ovviamente discusso in segreteria e abbiamo deciso di segnalare la questione alla Commissione di garanzia che dovrà svolgere i suoi compiti di magistratura interna.

Parallelamente però non sfugge a nessuno come a partire dal mese di ottobre avremo nel paese numerose manifestazioni, così come non sfugge a nessuno che il governo abbia messo in campo in questi mesi una strategia di criminalizzazione del dissenso molto estesa: dal movimento NO TAV della Val di Susa fino alle calunnie su Stefano Rodotà. In questo contesto e senza perdere nemmeno un minuto ho ritenuto opportuno rendere pubblico il problema in modo che se qualcuno avesse intenzione di utilizzare le mobilitazioni dell’autunno come occasione per coinvolgere Rifondazione in provocazioni, si sappia in anticipo chi è il mandante.

Il rendere visibile e pubblico il problema è l’unico modo per tutelare efficacemente il partito da eventuali provocazioni. Il senso di questo grido di allarme non ha quindi nulla a che vedere con l’apertura di una qualche assurda caccia alle streghe ma piuttosto con l’invito ad attuare collettivamente una forte attenzione in modo che non abbiano a succedere atti interni od esterni che possano permettere a chi ne fosse interessato di danneggiare Rifondazione e disgregarla.

Come abbiamo detto più volte Rifondazione Comunista se non ci fosse sarebbe da inventare, per questo bisogna tenere gli occhi aperti affinché nessuno possa sfasciarla.

 

 

 

 

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